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I saldi a modo mio

Credevo che gli ecommerce fossero la salvezza di chi lavora in posti dimenticati dalla civiltà e dallo shopping e invece ho dovuto ricredermi: lo sono di più per i neogenitori.

Con un neonato spostarsi diventa complicato. Spostarsi in estate, col caldo, per andare in un affollato centro commerciale e litigarsi gli articoli in saldo sfiora il masochismo. Provarsi qualche capo facendo la fila al camerino è una tortura. Eppure mai quanto dopo una gravidanza serve fare acquisti (anche perché ci si trova chili di troppo in punti dove mai in passato si era accumulato grasso e qualsiasi cosa si indossi finisce per farci sentire orrende). Ecco che l’online e arriva in auto.

Il mio shopping in occasione dei saldi è stato deliziosamente indolore. Prima della ressa, quando mi è venuto più comodo, ho fatto un giro in negozio, provandomi tutto ciò che desideravo senza dover aspettare il mio turno. Ho controllato che i prodotti che mi interessavano fossero presenti nello shop online e appena sono iniziati i saldi ho acquistato tutti quello che mi interessava, comodamente da casa. Alcune aziende poi hanno politiche interessanti in materia di spese di spedizione, come ritiro gratuito in negozio o consegna a casa gratuita oltre una certa soglia di spesa.

Insomma, una pacchia.

Non credo di essere l’unica a fare acquisti in questo modo. Eppure molte aziende lavorano ancora con logiche a silos, dove si guardano i risultati dei singoli negozi e dello shop online come se non avessero interconnessioni tra loro e non si alimentassero a vicenda. Ho sentito anche dire “di questo passo se l’ecommerce continua a crescere in questo modo possiamo togliere i negozi”. Ma davvero è così? Io ho i miei dubbi…

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